La prima volta che ho letto Cioran: Divagazioni

approfondimenti, prime letture

Pur conoscendolo come filosofo e scrittore, prima d’ora non avevo mai approfondito nulla di Emil Cioran. La mia conoscenza restava ferma a qualche citazione da “Al culmine della disperazione”. 

Recupero in occasione della recentissima uscita, appena quattro giorni fa, per Edizioni Lindau di “Divagazioni”: saggio scritto in lingua romena appena dopo la seconda guerra mondiale, che segna il suo passaggio dalla madrelingua al francese. Proverò a lasciarvi tutte le impressioni date da questa mia prima lettura, non tralasciando diverse citazioni. Per “Divagazioni” Cioran ha scelto la forma dell’aforisma: per lasciare degli insegnamenti universali, sia per l’immediatezza che per tutta la filosofia che c’è dietro.

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L’Olympia di Manet ha scarpe verde bottiglia e capelli rossi: Rosso Parigi di Maureen Gibbon

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Non posso dire di essere espertissima in materia, ma quando ho dovuto preparare più di un esame ho studiato sulla Bibbia della Storia dell’Arte, il manuale di Giulio Carlo Argan. Il nozionismo annoia e Argan, che è la figura di riferimento per lo studio di questa materia in Italia, è riuscito a far rivivere su carta tutto l’umano che c’è nell’arte.  

Tenendo a mente questo aspetto di umano nell’arte, mi sono appassionata alla vita degli artisti e a tutto quello che ci girava intorno. Avevo già letto La ragazza con l’orecchino di perla, quando ancora non avevo una grande libreria personale, ma una zia che mi faceva da pusher di libri sì. Non mi sono fatta scappare la biografia di Frida Kahlo e adesso, di fronte alla vera storia di Victorine Meurent, musa di Manet, non potevo di certo restare indifferente.  

Istanbul Istanbul: nella città di sotto l’inferno

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Non sono mai stata ad Istanbul, almeno fino a questo momento, e non sono neanche una grande conoscitrice di letteratura e cultura turca, ma mi è capitato di leggere questo romanzo che strega come una pozione e ferisce come la lama di un coltello, così ho deciso che da oggi in poi voglio approfondire l’argomento. Soprattutto alla luce dei recenti fatti di attualità. Servirsi della letteratura come specchio della realtà è sempre d’aiuto, specie per quelle tematiche che ci sembrano troppo lontane da essere capite solo guardando l’edizione serale del telegiornale.

“In realtà è una storia lunga, ma sarò breve.”

Niente è mai come sembra: la (nostra) vita con Mr Dangerous

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Ve lo dico sin da subito: mai avrei pensato, leggendo un romanzo a fumetti, di trovare, nella protagonista, una mia quasi-gemella… ma andiamo con ordine. 

Ogni storia porta dentro di sé un insegnamento, eppure sono poche quelle in grado di renderlo universale. Quando, poi, la scintilla arriva leggendo un graphic novel, niente di più inaspettato. Da anni ci si chiede se il genere del romanzo a fumetti debba entrare a pieno diritto nella letteratura. La risposta è sì, proprio per la sua capacità di rendere situazioni e stati d’animo con lausilio di tratto e parole scritte.

Ci riesce a meraviglia Paul Hornschemeier che, anni dopo Mamma, torna a casa (Tunué, 2007) presenta una nuova storia da cui imparare tanto, quella di La vita con Mr Dangerous.